Spedizione Ecuador 2019


Scrivo queste righe e mi vibra l’anima e il cuore.

Fino a qualche mese fa, quello che sto per raccontarvi,  sarebbe potuto essere solo un bel sogno.

I write these lines and my soul and my heart vibrate.

Until a few months ago, what I’m about to tell you, could have been just a beautiful dream.

Ho sempre preferito i documentari ai reality, guardare posti sconosciuti, inesplorati, seguire con il fiato sospeso le spedizioni negli angoli più remoti del pianeta.

Se in passato qualcuno mi avesse detto, che a 31 anni avrei preso parte ad una di queste spedizioni, nel cuore vergine della Foresta Pluviale Amazzonica, forse mi sarei messa a ridere.

I have always preferred documentaries to reality shows, to look at unknown, unexplored places, to follow the expeditions in the most remote corners of the planet with bated breath.

If someone had told me in the past, that at 31 years old I would take part in one of these expeditions, in the virgin heart of the Amazon Rain Forest, maybe I would have laughed.

Avete capito bene, tra pochi giorni, salirò su un volo diretto a Madrid, lì incontrerò gli altri 3 membri del Team, il presidente della Fondazione a capo del progetto “Oltre le cime degli alberi giganti”

noto Tree Climber, dottor agronomo ed esploratore, un dottore forestale e un regista.  Da lì tutti e 4 insieme voleremo dritti a Quito, in Ecuador.

Dopo un paio di giorni spesi nella capitale,  tra organizzazione ed approvvigionamenti, insieme a 2 esperti tecnici  locali e accompagnati da guide locali e dai loro Macetes, entreremo nella Foresta.

Da lì inizierà una della più belle e forti esperienze della mia vita.

You got it right, in a few days, I will go on a direct flight to Madrid, there I will meet the other 3 members of the Team, the president of the Foundation leading the project “Beyond the tops of the giant trees” known Tree Climber and explorer, a forest doctor and a director.

From there all 4 together we will fly straight to Quito, Ecuador.

After a couple of days spent in the capital, between organization and supplies, together with 2 local technical experts and accompanied by local guides and their Macetes, we will enter the Forest.

From there it will start one of the most beautiful and strong experiences of my life.

Per questo progetto, voglio ringraziare vivamente il presidente della Fondazione GTF, che ha creduto nelle mie capacità, decidendo di avermi nel Team,

e i nostri sponsor, primo tra tutti la Tentsile , Tentsile Italia, che ci ha supportato donando le tende  che per 14 giorni, saranno le nostre case sull’albero portatili.

For this project, I want to thank the president of the GTF Foundation, who believed in my abilities, deciding to join the team, and our sponsors, first of all the Tentsile, Tentsile Italia, who supported us donated the tents that for 14 days, will be our portable tree houses.


📸 Mikko Hovi

Per spiegarvi meglio, il motivo della nostra spedizione e cosa ci aspettiamo di trovare nella Foresta Ecuadoriana, uso le parole della Giant Trees Foundation.Potete seguire la nostra spedizione tramite i nostri account: Ciretta wanderlust e Giant Trees Foundation.

To explain you better, the reason for our shipment and what we expect to find in the Ecuadorian Forest, I use the words of the Giant Trees Foundation.

You can follow our shipment through our accounts: Ciretta wanderlust and Giant Trees Foundation.

Siamo quasi pronti per un’altra entusiasmante esplorazione delle chiome.

La partenza si avvicina e i preparativi sono sempre più frenetici.

Questa volta la destinazione è l’Ecuador, con la sua foresta pluviale amazzonica. Scrigno della biodiversità mondiale. Il Parco Yasunì, le riseve del popolo Kichwa, i grandi alberi sconosciuti con i loro nomi strani, i pozzi petroliferi nascosti ai satelliti, le bande dei cartelli della droga sul confine, i serpenti velenosi, i puma e le scimmie urlatrici, le grandi anaconde i piranà e le rane velenose. Ancora una volta un incredibile miscela di bene e male, di natura e speculazione, di veleno e di poesia, di sfruttamento e di vita, di verde e di blu, di fiumi e di fango. Di dolcezza e terrore.

We are almost ready for another exciting exploration of the foliage.

The departure is approaching and the preparations are increasingly frantic.

This time the destination is Ecuador, with its Amazonian rainforest.

World biodiversity treasure chest. The Yasunì Park, the Kichwa people’s food, the large unknown trees with their strange names, the oil wells hidden from the satellites, the drug cartel bands on the border, the poisonous snakes, the pumas and howler monkeys, the great anacondas piranà and poisonous frogs.

Once again an incredible mixture of good and evil, of nature and speculation, of poison and poetry, of exploitation and life, of green and blue, of rivers and mud, of sweetness and terror.

Il tutto per scoprire cosa c’è oltre le chiome. In quel luogo, ancora per lo più inesplorato, che sono gli anfratti nascosti tra i rami più alti. Alcune specie di vita non sono ancora state scoperte: insetti, bromelie, licheni, alghe, muschi, anfibi e piccoli animali. Che vivono solo oltre i 50 metri. Dove si forma la “terra del cielo”: un terriccio di centinaia d’anni, derivante dalla degradazione di foglie, muschi e animali morti. 

Che resta incastonato tra le pieghe della corteccia e produce centinaia di microhabitat diversi che a loro volta costituiscono la casa di migliaia di forme di vita. L’albero come palazzo vivo e vitale, immensa colonia variopinta di esseri e cellule in perfetto equilibrio. Nostro primo obiettivo sarà entrare in questa cattedrale vivente come ospiti leggeri. Meno invasivi possibile. Muti osservatori di un mondo sconosciuto alle masse. Di un mondo che da millenni si riproduce isolato dalla terra. Bramoso del cielo.

Andremo a misurare, vedere osservare. Entrando nella foresta vergine come gli esploratori del ‘700, accompagnati dalle guide locali e dai loro macetes, costruendoci le canoe per oltrepassare il Rio Napo, alla ricerca di giganti verdi ancora intonsi, guardiani di una foresta millenaria e immensa, che solo l’uomo, con la sua arroganza ha potuto dissacrare e violentare quasi fino a farla soccombere.

Ma fortunatamente gli alberi sono pazientemente resilienti. La foresta è un mega organismo in grado di mitigare le offese e rigenerarsi pian piano con inaspettata energia.

Avremo la fortuna di addentrarci nel suo cuore. Cercando l’albero. E, come diceva il mio amico sciamano, sperando di trovare il nostro cuore e la nostra anima antica.

All to find out what lies beyond the foliage. In that place, still mostly unexplored, which are the crevices hidden among the highest branches.

Some species of life have not yet been discovered: insects, bromeliads, lichens, algae, mosses, amphibians and small animals, who live only over 50 meters.

Where the “earth of heaven” is formed: a soil of hundreds of years, deriving from the degradation of leaves, mosses and dead animals.

Which remains embedded between the folds of the bark and produces hundreds of different microhabitats which in turn constitute the home of thousands of life forms. The tree as a living and vital palace, an immense colorful colony of beings and cells in perfect balance.

Our first goal will be to enter this living cathedral as light guests. Less invasive as possible.

Dumb observers of a world unknown to the masses, of a world that for millennia has been isolated from the earth, yearning for the sky.

We will go to measure, see and observe.

Entering the virgin forest like the explorers of the 1700s, accompanied by local guides and their macetes, building canoes to cross the Rio Napo in search of green giants still untouched, guardians of a thousand-year-old and immense forest, that only man , with his arrogance, was able to desecrate and rape almost to the point of succumbing to it.

But fortunately the trees are patiently resilient.

The forest is a mega organism capable of mitigating offenses and slowly regenerating itself with unexpected energy.


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